Cristina Vignocchi

Cristina Vignocchi

Cristina Vignocchi è nata a Bolzano nel I959 dove vive e lavora alternando la sua presenza in altri territori 1978/83 - frequenta la Facoltà di Architettura di Venezia e alcuni corsi dell'Accademia di Belle Arti (Scuola del nudo e Aula di Emilio Vedova), è giornalista pubblicista culturale per "Il mattino dell'Alto Adige", per la rivista letteraria "Il CRISTALLO”, per "Il Corriere dell'Alto Adige", e per la rivista BioArchitettura. Dal 2007 fa parte della redazione di Turrisbabel, rivista dell’Ordine degli Architetti dell' Alto Adige. Membro dell' Accademia dello Scoltenna, accademia di studi culturali e scientifici a fondazione. Nel 2001 ha lavorato per un progetto a favore del lavoro autonomo femminile. Dirige il progetto "Apocalipsis Femme", per lo scambio e promozione dell'arte femminile tra l'Italia e l'estero, e l’Alto Adige e realtà analoghe/diverse. Collabora con architetti per la realizzazione di opere pubbliche. Insegnante in corsi specifici.

Estratto attività degli ultimi anni:

2004

  • Buenos Aires -galeria Menache-Convegno mondiale Donne Artiste
  • Lisbona -Portogallo-sociedade Guilherme Cossoul-incomunidade.com.sapo.pt-
  • Bagheria-Palermo-arte mail-Ogni corpo è affascinante-assessorato alla cultura-a cura di Filly Cusenza
  • Londra - biennale mail art-Arte allo specchio-a cura del poeta Ruggero Maggi- Milano
  • Merano - in pubblicazione di Tempo Reale-intervento per Fabio Boccagni ed Elvi Prinnegg
  • Palermo - Bagheria - programmazione mostra di scambio tra artiste donne altoatesine e Siciliane
  • Pievepelago - personale sala comunale –WHY?-
  • London Biennale - PRECIPITATION -partecipazione a progetto multimediale
  • Rignano sull’Arno - CREATIVA-mostra Uscita di Sicurezza-con il libro omonimo del 1995

2005

  • Bolzano -realizzazione dell’intervento permanente “Europa 0-2005” in piazza Adriano per il Comune
  • progetto fotografico su Bolzano alla galleria “Lungomare” “Osservatorio Urbano”
  • realizzazione della prima installazione permanente per la Biblioteca della Donna
  • Venezia - intervento per Biennale 51: isola VIRTUALE della poesia, sezione organizzata da Marco Nereo Rotelli-Caterina Davinio-Achille Bonito Oliva
  • casa di Ezra Pound - evento “Concerto per quadro solo” installazione
  • PANTA REI, quadro in morte di Luigi Nono-violino Marcello Fera, letture da Pound
  • Milano - Hype gallery - collettiva stamp.arte
  • Barcellona - “Llibre d’artista”con“Trattato di pace”- Centre Civic de la Barceloneta, a cura di Cecilia Segura

2006

  • Washington - USA - National Museum of Women in the Art - inserita nell’archivio permanente
  • Bolzano - WOMB-CITY-LAB- evento mostra in palazzo ADFORMA
  • 2007 - Chicago - USA -partecipazione a Magical Mystery Tour By Emilio Fantin C.A.M.P.O 511 N. Noble, Spazio-Progetto Arte/Cultura di Lorenza Perelli
  • Cesano Maderno -Mi-Palazzo Arese Jacini-World Museum Barindelli Swatch Collection 1000 artisti a palazzo

2008

  • Bolzano - progetto permanente per l’Ufficio Donna del Comune, insegna-scultura per Frauenarchiv
  • Cagliari - Spazio Arka Assemini- giornata mondiale della poesia- interventi graficopoetici
  • Prato -Firenze - Museo Pecci-partecipazione a Videominuto

2009

  • Bergamo - GAMEC - per Giacinto Dipietrantonio,“Esposizione universale-la prova del tempo”
  • Venezia - 53 biennale - the first poetry shuttle landing on second life - a cura di Caterina Davinio

2010

  • studi musicali dedicati all'organo

2011

  • Bolzano - insegna luminosa per Frauenarchiv e vetrina ed insegna per la Biblioteca della Donna
  • Modena - Accademia dello Scoltenna – lezioni d’arte

2012

  • Merano - personale – Kunsthauscafè - VERSO ROMA
  • 2013 - Bolzano - Centro Trevi - personale- Nel cerchio dell’arte femminile - conferenza e mostra
  • Brixen - Fortezza - 40x40 - collettiva a cura di Hartwig Thaler

2014

  • studio di scrittura per due pubblicazioni e progetto pubblico
  • Merano - Kunsthauscafè - personale

2015

  • Tschermes - giardini Kraenzelhof - Green Call

2016

  • Bolzano - Restauro della ex fontana Chimera, con giardino aromatico
  • Galleria Civica - personale - retrospettiva a cura della associazione Zusammen

2017

  • Venezia - artista ospite presso la Fondazione E. Harvey per sviluppare un progetto su Venezia
  • Venezia – Biennale 57 - palazzo Zenobio - padiglione Tibet – a cura di Ruggero Maggi
  • Bressanone -Biennale Fortezza 50x50x50 Alla ricercadi nuovi territori, opera: Welcome to Dogville
  • Bolzano-progetto teatrale su Depero con i bambini delle scuole elementari tedesche di Cornaiano

2018

  • Merano - Quadrosolo – Kunsthauscafè-Welcome to Dogville-personale
  • Bolzano - collabora con il VKE per progetto arte con i bambini
  • Welcom to Dogville-composizione e stampa di un nuovo catalogo-Emilia Romagna-Modena
  • Monaco di Baviera – Galerie an der Pinakotek der Moderne di Barbara Ruech- Weihnachtsbaume

2019

  • S. M. all'Adige -Museo degli usi e costumi - Albero delle donne, installazione, a cura di G.Kezich
  • presentazione online Welcome to Dogville, presente in Museion shop Merano-Kunstkafè-60 anni, l'artista è presente-personale

2020

  • inizio nuova serie De Rerum Naturae – lavoro digitale
  • 4 video-skyphovideoproduction

2021

  • Bolzano - video "benvenuti in studio" a cura del Suedtiroler Kuenstlerbund -
  • total body, digitalizzazione sullo studio del corpo come sarcofago ricettivo

2022/23

  • in progress pubblicazione BLUMADRE
  • Esperienza pluriennale cura e studio meditazione di sopravvivenza
  • in preparazione studio site specific per Palazzo Ducale di Pavullo nel Frignano
  • Milano – Palazzo Marino – Trilogia – collettiva a cura di Gianni Ottaviani
  • Appennino tosco emiliano -Museo del Maggio-De Rerum Naturae, mostra e presentazione del libro
  • Sogno di una notte di mezzo maggio, con Giovanni Kezich, programm.
  • progetto di grande installazione permanente luminosa per foyer ospedale con bottiglie di flebo VITALIS FLUIDA
  • progetto permanente a Meltina-Sarentino al sito Stoenenmandeln,
  • LA DONNA DI VETRO TRA GLI UOMINI DI PIETRA in elaborazione

2023

  • laboratorio itinerante UBIQUE LAB VAN
  • Laives - In Dialogo con Albrecht Duerer per Accademia Dialetti Visivi

2024

  • restauro impianto artistico piazza s. Vigilio a Bz

2025

  • Mostra personale presso la galleria degli artisti altoatesini v. Bottai
  • asta presso il Sudtiroler Kunstlerbund

2026

  • casa Scisciorè- partecipazione a progetto di Design curato da Anna Quinz-Sudtiroler Kunstlerbund
  • creato un gruppo di lavoro di artiste donne ArteDonnaCollective e mostra conseguente presso la galleria dell'associazione degli artisti v Bottai
  • progetto per installazione sugli alberi del nuovo foyer dell'ospedale di Bz seguendo il lavoro precedente per S. Michele all'Adige ma con attualizzazioni

 

Qualche riflessione sul mio percorso

Dopo aver percorso studi di fotografia, disegno e architettura, e attività di reportage, critica d'arte e giornalismo culturale, il rapporto stretto con la comunicazione si materializza tridimensionalmente con l'arte, costante come tutte le altre attività, da sempre, da quando ho memoria di me. Ed il percorso scorre attraverso l'esperienza di essere nata donna. Dopo aver scoperto passo passo i linguaggi, uso quello che il percorso di vita mi fa incontrare.

Per questo finché durerà la sua validità, uso trasparenti di tipografia, fogli di scarto, gli acetati, le prove colore. Materiali nati per essere invisibili, per stare dietro la stampa, e che io porto davanti. E poi ci sono le immagini femminili, che sono l'opposto: nate per essere iper-visibili, patinate, perfette, e che poi invecchiano in un anno e diventano scarto culturale.

Metto in dialogo due "scarti" che sono il simbolo del femminile come lo ha costruito l'industria:

Da una parte il supporto trasparente, quello che non si vede ma che permette all'immagine di esistere. Come il lavoro invisibile. Dall'altra l'immagine femminile stessa, usata, consumata, buttata quando non è più "attuale".

Mettendoli insieme ribalto tutto. La donna non è più l'immagine stampata, diventa il trasparente che resta. Quella che rimane quando la patina va via.

C'è un altro aspetto che si può dichiarare "veggente" come avevo già dichiarato in un motto, che l'arte è profezia: i giornali femminili di 20, 30 anni fa ci dicono esattamente dove siamo ora. Le promesse di liberazione, di corpo, di carriera che facevano allora sono il presente che viviamo oggi, con tutte le sue contraddizioni, le mancanze, e tradimenti sulle aspettative e continuità evolutiva socio-culturale. Usarli ora per compensare il futuro è quasi un lavoro di archeologia profetica.

Sto archiviando il futuro con il passato del femminile, li trasformo tecnicamente, sovrappongo, cucio, gratto, li rendo sculture. La trasparenza permette di fare strati, di far vedere più tempi contemporaneamente, è un palinsesto.

Non copro, ma compenso.

Foderare un dipinto con l'acetato di scarto è un gesto di cura, non di cancellazione. È come mettergli un velo per proteggerlo dal presente e allo stesso tempo farlo respirare di nuovo. Chi guarda intravede sotto, deve sforzarsi, non ha tutto subito. È l'opposto della cultura del giornale femminile dove tutto deve essere immediato e consumabile.

E il collage dove dipingo sopra senza coprire, ha la stessa etica: non cancello la donna di quel giornale di 20 anni fa, la lascio esistere, ci dialogo. Le dipingo intorno, sopra, ma lasciandola visibile. Le dò una continuazione invece di sostituirla con un'altra immagine nuova.

È un femminismo materico, non urlato. Non dico "guardate come eravamo oppresse", dico "guardate, questa immagine era già qui, l'avevamo scartata, ma se la guardiamo in trasparenza con quello che c'è sotto, ci dice dove dobbiamo andare".

E quando inserisco oggetti trovati legati a fatti storici, chiudo il cerchio: l'immagine privata del femminile incontra la storia pubblica.

Molto interessanti i lavori di Ketty La Rocca o di Tomaso Binga, con le quali posso avere una pratica coraggiosa comune, ma con una coscienza ecologica che loro non avevano ancora. Non sto solo riciclando carta. Sto riciclando sguardi, è un *velare / rivelare*. Un archivio trasparente del futuro.

Lavorando tra Bolzano, Modena, Venezia, Lucca... sono in mezzo a territori diversissimi per scarti e archivi.

A Bolzano ho tutta la tradizione di grafica e tipografia di alta qualità, più l'archivio del femminile di lingua tedesca e italiana insieme, che è unico.

In zona Modena ho il distretto della stampa e della ceramica, tipografie che buttano acetati ogni giorno. Venezia si manifesta in sentimento forte, la lucchesia la tradizione, e viaggiando, raccolgo scarti diversi ovunque.

La realtà per me è un viaggio, come artista itinerante che raccoglie scarti locali e ne fa velature come punti di domanda. "Raccolto a Modena, velato a Bolzano" diventa già una storia in sè. Poi ci sono altri recuperi di ex nobiltà, come le cornici in gesso prodotte nel territorio lucchese e dismesse dalle piccole attività artigiane che chiudono perché la plastica leggera e finta ma uguale nel risultato finale in arredamento, ha sostituito il gesso pesante e più delicato. Le copie di sculture classiche per le decorazioni e le scuole, e oggetti di vario tipo che subiscono la stessa sorte di trasformazione estetica e di significato. Estinzione. Anche questo è un argomento forte, opporsi all'estinzione, anche di sè, oltre alle cose e alle epoche.

Allo stesso tempo coesiste la pittura di ritratto, il disegno, la scrittura, il collage, l'invenzione per esprimere le idee del momento, lo sguardo nuovo verso la natura che invece rimane sempre invariata tranne quando viene modificata umanamente. Ma la sua resistenza va oltre l'umanità perversa, e credo sia l'unico esempio da seguire.

Si può dire che ogni quadro o lavoro è come un piccolo racconto giallo, in cui ciò che si vede nasconde altro.